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Moscheta torna indietro di un passo

TITOLO

Moscheta

AUTORE

Angelo Beolco

REGIA

Gianfranco De Bosio

ADATT. TRAD.

Testo in lingua pavana a cura di Emilio Lovarini

DEBUTTO

Rovigo, Teatro Sociale, 30 novembre 1950;

Padova, Teatro Verdi, 9-10 dicembre 1950

TOURNÉE

1951: Bologna, Firenze (Teatro dell’Università), Roma, Genova, Milano

PRODUZIONE

Compagnia Stabile del Teatro dell’Università di Padova

PERSONAGGI E INTERPRETI

Un villano, come prologo (Otello Cazzola), Ruzante (Cesco Ferro), Menato (Mario Bardella), Tonin, uomo d’arme (Giulio Bosetti), Betìa (Giuliana Pinori), La donna alla finestra (Lietta Carraresi)

SCENOGRAFIA

Mischa Scandella

Scene realizzate da Antonio Orlandini

COSTUMI

Mischa Scandella

Costumi confezionati dalla sartoria Bortoluzzi di Venezia

ALTRO

Assistente al palcoscenico Giorgio Zorzi

Capo macchinista G.B. Placco

 

Al Teatro Verdi di Padova lo spettacolo viene presentato da Diego Valeri

 

RECENSIONI

 

AUTORE

 

PUBBLICAZIONE

DATA

Alberto Bertolini

"Moscheta" di Angelo Beolco – Teatro dell’Università di Padova

«Il Gazzettino»

12 dicembre 1950

Bruno Brunelli

Il ritorno di Ruzante

«Rivista di Studi Teatrali»

Gennaio-Marzo 1952, p. 13

Renato Simoni

"La Moschetta" del Ruzzante

«Corriere della Sera»

7 Aprile 1951

Massimo Dursi

Cinque festival di prosa nelle critiche teatrali di Massimo Dursi

 

Bologna, Cappelli, 1956, pp. 17

BIBLIOGRAFIA

Angelo Beolco (Ruzante), Moscheta, a cura di L. Zorzi e G. De Bosio, Teatro dell’Università di Padova, Padova, Giuseppe Randi, 1951

LUDOVICO ZORZI, Note ruzantesche: la "Moscheta", in «Rivista di Studi Teatrali», Gennaio-Marzo 1952, pp. 22-27

MARIO BARATTO, La Commedia del Cinquecento, Vicenza, Neri-Pozza, 1975, p. 16

GIANFRANCO DE BOSIO, Riflessioni sul mondo e l’opera di Angelo Beolco detto il Ruzante, in, Il Teatro del Cinquecento, a cura di L. Zorzi, G. Innamorati e S. Ferrone, Firenze, Sansoni, 1982, pp. 83-84

CLAUDIO MELDOLESI De Bosio. La periferia come centro, in Fondamenti del teatro italiano. La generazione dei registi, Firenze, Sansoni, 1982, pp. 430-438

GIANFRANCO DE BOSIO, Un trentennio di lavoro sul Ruzante e Ludovico Zorzi, in Convegno Internazionale di studi sul Ruzante, a cura di G. Calendoli e G. Vellucci, Venezia, Corbo e Fiore, 1983, pp. 240-242

LUDOVICO ZORZI, Storia di una scoperta, in L’attore, la Commedia, il drammaturgo, Torino, Einaudi, 1990, pp. 96-97

MARGHERITA PASTORE, La grande scuola francese di mimo e l’esperienza artistica di Strehler e De Bosio: alle fonti del teatro di regia in Italia, in «Il Castello di Elsinore», n. 45, 2002, pp. 35-47

ROBERTA MARCOTULLI, Teatro di dopoguerra. Ruzante sulle scene italiane del Novecento, Università degli Studi di Roma La Sapienza, a.a. 1998-1999 (Tesi di Laurea), pp. 84-95

Recensioni:

«Sabato sera, qui al "Verdi" nel presentare Moscheta [...] Diego Valeri non ha mancato, ancora una volta, di rilevare tutta l’importanza dell’opera ruzantesca e non soltanto da un punto di vista artistico-culturale. [...] La commedia non è di facile realizzazione. Presuppone interpreti potenti, ricchi di risorse fisiche e spettacolari quali dovevano essere appunto i comici dell’arte dei secoli andati, adusatissimi al lazzo, all’improvvisazione, alla trovata gaglioffa, all’acrobatismo magari. Commedia concepita per specialisti, per tipi fissi nei singoli ruoli: per Ruzante, per Menato, per Bedòn. [...] Il regista ha mostrato di aver pienamente compreso lo spirito e il valore spettacolare della commedia, depurandola con discrezione delle comprensibili trivialità e pur rispettandone al massimo il linguaggio riveduto con lodevole parsimonia dal Lovarini. [...] Riguardo agli interpreti, diremo subito che, quanto a stile e a dizione, Baseggio ha fatto scuola; [...] si sono impegnati coraggiosamente in una impresa addirittura proibitiva. [...] Il successo è stato vivissimo e pienamente meritato. Ora il Teatro dell’Università di Padova è moralmente impegnatoa darci dell’altro Ruzante. A quando?»

ALBERTO BERTOLINI, "Moscheta" di Angelo Beolco – Teatro dell’Università di Padova in «Il Gazzettino», 12 dicembre 1950

«[La Compagnia del Teatro Universitario] merita ogni nostro elogio per aver saputo illustrare fin nelle sfumature più lievi, anche in quelle che risiedono più nelle didascalie che nelle battute, l’aspro mondo del Beolco. La regia di De Bosio ha spiato i personaggi nelle pieghe più intime del loro carattere, rivelandone la gagliarda costruzione. Il regista ci ha dimostrato che il rispetto intransigente verso il testo non vieta soluzioni sceniche ardite, anzi le suggerisce».

MASSIMO DURSI, Cinque festival di prosa nelle critiche teatrali di Massimo Dursi, Bologna, Cappelli, 1956, pp. 17-18

«La rappresentazione di una commedia di Ruzzante non va più considerata come una interessante esumazione, come una dimostrazione del valore di Ruzzante in quanto originale innovatore del teatro del suo tempo, ma come la prova vitale di un teatro vicinissimo alla verità quotidiana e alle persone di ogni tempo».

BRUNO BRUNELLI, Il ritorno di Ruzante, in «Rivista di Studi Teatrali», Gennaio-Marzo 1952, p. 13