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L'Alfabeto dei villani torna indietro di un passo
M17
TITOLO L’alfabeto dei villani
AUTORE da documenti veneti del ‘500

Autori: Ruzante, Adriano Banchieri, G. C. Croce, Luigi Da Porto, Gio. Francesco Buzzacarini, G. B. Maganza, Bartolomeo Rustichelli detto Begotto, anonimi patavini

REGIA Bepi Morassi
ADATTAMENTO Due parti di Giovanni Poli
DEBUTTO Teatro Olimpico di Vicenza – Festival d’autunno 1997, 12-14 settembre

Nella locandina si specifica che lo spettacolo è "un omaggio della Famiglia Carrara a Giovanni Poli". Si sottolinea inoltre "un ringraziamento particolare a Carla Poli e a Carmelo Alberti"

PRODUZIONE La Piccionaia – I Carrara in collaborazione con il Teatro Olimpico di Vicenza e con la Provincia di Vicenza
PERSONAGGI E INTERPRETI Mea Teodosia (Argia Carrara Laurini); Benvegnua (Annalisa Carrara Peserico); Tamìa (Daniela Foà); Menega (Martina Pittarello); Viga (Maura Plenzio); Malgarìa (Marta Zanetti); Betìo (Marco Artusi); Tomaso (Armando Carrara); Anzolo (Titino Carrara); Nale (Stefano Pagin); Tuniazo (Carlo Presotto)
SCENE Mauro Zocchetta

Realizzazione scene Laboratorio Piccionaia

COSTUMI E MASCHERE Atelier Nicolao - Venezia
MUSICHE Gabriella Zen
LUCI Graziano Pretto e Sandro Dal Prà
FONICO Pietro Zordan
DRAMATURG Carlo Presotto
ALTRO Organizzazione Carlo Mangolini;

amministrazione Annalisa Potami; ufficio stampa Paola Rossi; foto di scena Tiziano Dalla Montà

RECENSIONI
UGO RONFANI, in "Hystrio", n° 2/97
BIBLIOGRAFIA
GIOVANNI POLI, L’alfabeto dei villani. Panorama storico-sociale sulla condizione del contadino veneto nel 1500 da documenti letterari dell’epoca, Collana del Teatro a l’Avogaria, Venezia, La Tipografica, 1971
Ruzante sulle scene del secondo dopoguerra, catalogo della mostra a Padova 25 maggio-15 giugno 1983, a cura di GIOVANNI CALENDOLI, Mogliano Veneto (Tv), Grafiche Piesse, 1983
NICOLA MANGINI, Giovanni Poli e il suo lavoro sul teatro di Ruzante, in II Convegno Internazionale di studi sul Ruzante, 27/29 maggio 1987, Venezia, Corbo e Fiore, 1989
L’alfabeto dei villani, a cura di CARLO PRESOTTO, edito da La Piccionaia – I Carrara in occasione del Festival d’autunno 1997 al Teatro Olimpico di Vicenza, Vicenza, 1997
ROBERTA MARCOTULLI, Teatro di dopoguerra. Ruzante sulle scene italiane del Novecento, tesi di laurea, Università degli Studi di Roma "La Sapienza", 1998-1999
Fonti dei documenti letterari utilizzati per lo spettacolo
Oltre alle edizioni cinquecentesche della Biblioteca Nazionale Marciana di Venezia, si segnalano le edizioni critiche e le annotazioni dei seguenti studiosi (cfr. GIOVANNI POLI, Indice dei quadri, in L’alfabeto dei villani. Panorama storico-sociale sulla condizione del contadino veneto nel 1500 da documenti letterari dell’epoca, Collana del Teatro a l’Avogaria, Venezia, La Tipografica, 1971, pp. 11-12):

B. Bressan, "Lettere storiche" di Luigi Da Porto, Firenze, 1857

G. A. Cibotto, Il teatro veneto, Parma, 1960

G. A. Cibotto, Il teatro di Ruzante, Milano, 1958

A. Cornolbi, Ande, bali e cante del Veneto, Padova, 1968

M. Dazzi, Il fiore della lirica veneziana, Neri Pozza, 1956

A. Medin, "La obsidione di Padua del MDIX" e "Ragionamenti domestici delle guerre in Italia (1508-1529)" di Anonimo patavino, Bologna, 1892

E. Lovarini, Antichi testi di letteratura pavana, Bologna, 1894

V. Pandolfi, La commedia dell’arte, Firenze, 1956-61

A. Zorzi, Ruzante, Teatro, Einaudi, Torino, 1967

LINKS
www.comune.vicenza.it/olimpico/teatro/htm
www.cisapalladio.org/veneto/biblioi.asp?numeroscheda=66

(bibliografia sul Teatro Olimpico a cura del Centro Studi Andrea Palladio)

Lo spettacolo

Indice dei quadri (con indicazione dei documenti letterari)

Prima parte

I quadro – La terra pavana

- dalla Prima Orazione di Ruzante

- dal Prologo per le recite in Pavana della Betia di Ruzante

II quadro – La condizione umana e sociale del contadino

- Lo alphabeto delli villani con il Patanostro e il lamento che loro fanno di Anonimi

patavini

III quadro – La carestia e la fame

- dal Dialogo facetissimo di Ruzante

- da poesie di Anonimi patavini del 1400

- da una canzone di anonimo

- da I trastulli della villa, scena di Tofano e Fichetto, di Adriano Banchieri

- dal Vanto del Zane e dal Sogno del Zane di G. C. Croce

IV quadro – La guerra

- dalle Lettere storiche di Luigi Da Porto

- dai Ragionamenti domestici delle guerre d’Italia di Anonimo patavino

- da Historie di Gio. Francesco Buzzacarini

- da poesie politiche del 1509 di Anonimi patavini

- da Il Parlamento di Ruzante, scene I e II

Seconda parte

I quadro – La femmina e l’amore

- dalla Prima Orazione di Ruzante

- dalla Fiorina di Ruzante, atto I

- dal Prologo dell’Anconitana di Ruzante

II quadro – La cerimonia nuziale

- da Mariazo di Padoa con doi altri mariazi bellissimi di Anonimi patavini

- dalla Betia di Ruzante, atto V

III quadro – Il tradimento

- da Sarétu tanto crua, Viga me cara, La notte del Magagnò e Saìu, brigà, que consa

che è l’amore di Giovan Battista Maganza, detto il Magagnò

- da rime sparse di Bartolomeo Rustichelli, detto il Begotto

IV quadro – La cerimonia funebre

- dalla Betia di Ruzante, atto V

- dal Pianto de la Tamìa di Anonimo patavino

V quadro – Proposta al Cardinale

- dalla Prima orazione di Ruzante

Le due Fiorine a confronto

"Giovanni Poli, immaturamente scomparso, fu uno dei registi d’eccezione che nell’Italia teatrale hanno la vita difficile, poiché sfuggono a tutte le regole dell’organizzazione commerciale. Egli costituì con attori addestrati alla sua scuola un laboratorio di ricerca, prima nel Teatro di Ca’ Foscari e poi nel Teatro all’Avogaria, e in questo laboratorio mise a punto i suoi spettacoli con la industre genialità di un orafo. Con libertà e talvolta con parzialità di interpretazione, Giovanni Poli esplorò alcuni aspetti dell’arte ruzantiana. Nel 1959 e nel 1963 mise in scena La Piovana, che è una commedia d’ispirazione platina, sottolineando con finezza il perfetto funzionamento del meccanismo teatrale derivato dallo scrittore latino, ma sapientemente permeato e rivestito di pavanità [cfr. M 18]. Nel 1974, con uno spettacolo indubbiamente provocatorio nell’altera severità della sua impostazione, privilegiò con forza le tonalità tragiche dei Dialoghi, mostrandone, con un’operazione a senso unico, la travolgente vitalità anche in assenza di un adeguato contrappunto comico [cfr. M 53]. Infine, con un’invenzione teatrale di grande originalità, istituì nel 1976, un confronto scenico tra la Fiorina del Ruzante e la Fiorina di Andrea Calmo, penetrando nel giuoco sottile delle contaminazioni, delle appropriazioni e delle rielaborazioni rinascimentali con lo strumento della regia [cfr. M 62]. Spettacolo tipico da laboratorio, Le due Fiorine rivelò le qualità più preziose di Giovanni Poli, la sua ricercatezza di natura schiettamente teatrale che gli consentiva di affrontare soluzioni sofisticate senza perdere la gioia del divertimento e lo scatto dell’azione. Con le sue interessanti regie, forse non sufficientemente considerate dalla critica del tempo, Giovanni Poli rivelò alcuni fra i molteplici risvolti della commedia ruzantiana", Ruzante sulle scene del secondo dopoguerra, catalogo della mostra a Padova 25 maggio-15 giugno 1983, a cura di GIOVANNI CALENDOLI, Mogliano Veneto (Tv), Grafiche Piesse, 1983, p. 79.