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La recita cambiata di Ruzante, laorador dai Dial torna indietro di un passo
TITOLO
[ Scheda ]

TITOLO

La recita cambiata di Ruzante, laorador dai Dialoghi, Dialogo facetissimo, Lettera all’Alvarotto

AUTORE

Angelo Beolco (Ruzante)

REGIA

Nino Filastò

ADATTAMENTO TRADUZIONE

Nino Filastò

DEBUTTO

Carrara, Teatro degli Animosi, gennaio 1972

PRODUZIONE

Gruppo di Teatro Sperimentale di Firenze

PERSONAGGI E INTERPRETI

Ruzante e Andronico (Renato Simeone), Gnua e Dina (Giovanni Vannini), Menato e Bilora (Ennio Macconi)

SCENOGRAFIA E COSTUMI

Fernando Farulli

MUSICHE

Aldo Frangioni

RECENSIONI

 

CARLO DEGL’INNOCENTI

Ruzante in veste critica a Carrara

«L’Unità»

15 gennaio 1972

«Con la Recita cambiata il giovane regista fiorentino ha estratto ed evidenziato uno dei motivi più pregnanti che serpeggiano nell’opera di Angelo Beolco [...] e cioè quella della indicazione, se pur contraddittoria e nebulosa, del ceto contadino come gruppo iniziale dell’attuale proletariato. [...]

Rifacendosi ad una posizione di Ludovico Zorzi, nella Recita cambiata la commedia dell’arte viene considerata come "la testimonianza di una insanabile crisi ideologica, di un vuoto di contenuti etico-sociali» [...]. Filastò ha creato un personaggio "esterno" che rappresenta la nuova classe dirigente italiana del ‘500, una classe corrotta e repressiva, «che con la Commedia dell’Arte ha potuto dormire sonni tranquilli, vegliati dai buffoni di turno».

Nino Filastò, che ha curato la riduzione scenica dei testi, ha saputo tenere in mano una materia tanto incandescente, evitando di cadere in facili trabocchetti declamatori. Una regia, quindi, misurata cui ha corrisposto una puntuale interpretazione da parte degli attori».

CARLO DEGL’INNOCENTI, Ruzante in veste critica a Carrara, in «L’Unità», 15 gennaio 1972