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Ruzante, commedia popolare in quattro atti torna indietro di un passo
TITOLO
[ Scheda ]

TITOLO

Ruzante, commedia popolare in quattro atti

AUTORE

da Angelo Beolco (Ruzante)

REGIA

Caspar Harlan

ADATTAMENTO TRADUZIONE

(montaggio delle prime opere di Angelo Beolco ad opera di quattro redattori per la Henschelverlag di Berlino Est)

DEBUTTO

[1982/1983] Memmingen (Svevia)

BIBLIOGRAFIA

 

MARGOT BERTHOLD

La conoscenza del Ruzante in Germania attraverso gli spettacoli dopo il 1945

in Convegno Internazionale di studi sul Ruzante, a cura di G. Calendoli e G. Vellucci, Venezia, Corbo e Fiore, 1983 pp. 207

«Il padovano Ruzante del Cinquecento, il tedesco Grimmelshausen, vigoroso e scaltro, nel Seicento, e l’assiano Georg Büchner, drammaturgo del socialismo prorompente, sono anelli in una catena che racchiude accusa, pietà, critica attuale della situazione storica, e satira.

Il fatto che Peter Palitzsch, allievo di Brecht, si dedicò al Ruzante, ci riporta, e neanche questo è un caso, al grande maestro. Ricordo una messinscena ruzantiana avvenuta poco fa a Memmingen, città sveva. Con il titolo Ruzante, commedia popolare in quattro atti, quattro redattori avevano fatto per la Henschelverlag di Berlino Est un montaggio delle prime opere di Angelo Beolco. Lo spettacolo, sotto la regia di Caspar Harlan, ebbe queste parole conclusive:

"Hier endet unser Stück.

Jhr seht, der Mann sieht anders aus am

Schluss, als er begann"

("Qui finisce lo spettacolo. Avete visto come dal principio alla fine l’uomo di aspetto cambiò")

Avrebbe potuto ben essere anche l’epilogo a Mann ist Mann di Bertolt Brecht. Anche il facchino Galy Gay, uscito per comperare un pesce, "dal principio alla fine di aspetto cambiò". Egli cadde in mano ad una masnada di soldati che gli giocarono il tiro di trasformarlo in una – umana-disumana – macchina da battaglia. Questo Ruzante del Beolco, trasformato dalla guerra, e questo Galy Gay del Brecht, trasformato in macchina da battaglia, in realtà sono assai più affini che a prima vista potrebbe sembrare: sia di tendenza che di struttura teatrale. Qui si impone l’analogia col teatro epico di Brecht, col suo effetto di alienazione. Brecht stesso, sicuramente non avrebbe esitato di riconoscere il Ruzante quale uno dei suoi predecessori».

MARGOT BERTHOLD, La conoscenza del Ruzante in Germania attraverso gli spettacoli dopo il 1945, in Convegno Internazionale di studi sul Ruzante, a cura di G. Calendoli e G. Vellucci, Venezia, Corbo e Fiore, 1983 pp. 207